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Qual è l’aeroporto più antico d’Italia?

L’aeroporto più antico d’Italia è il campo di volo di Roma-Centocelle. Qui, a partire dal 15 aprile 1909, Wilbur Wright effettuò delle dimostrazioni e nacque la prima scuola di volo italiana. È considerato la culla dell’aviazione nazionale sebbene oggi non sia uno scalo di linea. L’aeroporto operativo più antico ancora in attività commerciale invece è quello di Roma Ciampino (G. B. Pastine). Aperto nel 1916, è tuttora impiegato per low-cost, charter e aviazione generale. Di seguito vi racconteremo di più su questi scali storici del nostro Paese.

Indice

Centocelle: dove nasce l’aviazione italiana

Per motivi storici, quando chiedi qual è l’aeroporto più antico d’Italia, la cronaca ti porta a Roma-Centocelle. Qui, tra il 15 e il 26 aprile 1909, Wilbur Wright effettuò decine di voli dimostrativi e formò i primi piloti italiani. In quell’area, oggi inglobata nella città, sorsero hangar, piste in erba e soprattutto la prima scuola di volo, una sorta di campo di addestramento. Tra i pionieri c’era Mario Calderara, considerato da molti il primo pilota brevettato d’Italia. All’inizio del Novecento il volo era una novità assoluta. In Italia, come nel resto d’Europa, non esisteva ancora il concetto di “aeroporto”. Si parlava di campi di aviazione, semplici spianate d’erba dove pochi pionieri sperimentavano le prime macchine volanti. Le cronache dell’epoca raccontano l’entusiasmo con cui il pubblico accorreva per assistere a quei decolli, eventi quasi incredibili, definiti dai giornali come miracoli della modernità. Con l’espansione urbana e l’evoluzione del trasporto aereo, Centocelle perse la funzione di aeroporto civile, orientandosi a usi militari e in seguito ad altri impieghi.

Ciampino: lo scalo più antico ancora operativo

Se passiamo dal “più antico in assoluto” al “più antico ancora in uso”, l’aeroporto più antico d’Italia diventa Roma Ciampino. Nato nel 1916 per dirigibili e impieghi militari, divenne presto un riferimento per i collegamenti di Roma fino all’apertura di Fiumicino nel 1961. Da Ciampino, il 10 aprile 1926 partì il dirigibile Norge di Umberto Nobile verso il Polo Nord. Fu aperto al traffico civile negli anni Trenta e durante la seconda guerra mondiale lo scalo ebbe un ruolo logistico strategico. Nel dopoguerra si è riconvertito a una funzione mista tra aviazione civile, charter e low-cost. Oggi Ciampino resta uno scalo agile, con terminal dedicato e porzioni riservate all’aviazione d’affari ma soggetto a vincoli (es. limiti di rumore e slot) tipici degli aeroporti “cittadini”.

Qual è l’aeroporto più antico del mondo?

Il College Park Airport nel Maryland (USA) fondato nel 1909 dai fratelli Wright, è considerato l’aeroporto più antico del mondo operativo in modo continuativo.

Quali sono gli aeroporti italiani?

L’elenco ufficiale è curato da ENAC (Ente nazionale aviazione civile) che distingue varie categorie, tra cui scali per voli di linea, charter, turistici, militari, cargo. Quanti aeroporti ci sono in totale in Italia? In base alle fonti pubbliche più aggiornate risultano 126 scali censiti. 45 aeroporti sono aperti al traffico commerciale, oltre 80 sono militari o turistici e 4 vantano più di 10 milioni di passeggeri l’anno. Nella lista sono inclusi: • scali certificati ENAC, • scali in liste ENAC, • scali non in liste.

Eliporti e idroscali non rientrano nel conteggio.

Quali sono i primi aeroporti italiani?

Oltre all’anzianità ci sono altri “primati” come quello del Lido di Venezia - Aeroporto Giovanni Nicelli che nel 1926 divenne il primo aeroporto civile commerciale del Paese (l’inaugurazione ufficiale fu nel 1935). È uno scalo storico con pista in erba e un’aerostazione anni ’30 rimasta in piedi anche durante la guerra. Oggi serve soprattutto l’aviazione generale. La sua realizzazione fu un piccolo gioiello dell’architettura razionalista, con saloni decorati in stile liberty e terrazze affacciate sul mare. Da qui partivano voli per Vienna e Monaco e il suo bar panoramico divenne un punto d’incontro per l’élite internazionale dell’epoca. Se allarghiamo lo sguardo, troviamo altri tasselli pionieristici come Torino-Mirafiori (attivo dal 1910 al secondo dopoguerra) che fu anche sede delle prime esibizioni acrobatiche e gare aeree. A sud invece c’è Palermo-Boccadifalco, avviato negli anni ’20 prima del trasferimento del traffico di linea sulla moderna Punta Raisi. Fu usato da Italo Balbo e dalla Regia Aeronautica e poi dagli alleati nel 1943. Questi scali raccontano come l’aviazione italiana sia passata in pochi decenni da campi in erba a hub intercontinentali.

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