
Tecnologie innovative per ridurre l'inquinamento aereo
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Per molte donne, viaggiare in aereo mentre sono incinte è sempre più comune sia per motivi di lavoro, che per andare in vacanza o per esigenze familiari. Molte future mamme che si trovano a dover gestire questa scelta per la prima volta si chiedono se si può prendere l’aereo in gravidanza senza rischi per sé e per il bambino. Nella maggior parte dei casi ciò è possibile ma con alcune importanti precisazioni. Nel nostro articolo vi forniremo le principali indicazioni, invitandovi a consultare un medico per approfondire cosa sia più opportuno a seconda del caso.
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Nel corso di una gravidanza fisiologica, senza complicazioni, volare è generalmente considerato sicuro, soprattutto se il viaggio è di breve o media durata. Le moderne cabine pressurizzate, infatti, garantiscono livelli di ossigenazione adeguati anche alle donne in attesa. Tuttavia, ogni gravidanza è differente e quello che risulta valido per una persona potrebbe non esserlo per un’altra. Prima di comprare i biglietti per un volo, è sempre consigliabile confrontarsi con il proprio ginecologo, soprattutto se si soffre di disturbi particolari o se la gravidanza non è del tutto lineare. Capire se si può prendere l’aereo durante la gestazione dipende quindi da una valutazione complessiva dello stato di salute della futura mamma.
Secondo le principali linee guida mediche, il periodo migliore per volare in gravidanza è il secondo trimestre, indicativamente tra la 14ª e la 28ª settimana. In questa fase, infatti, i disturbi tipici dell’inizio della gravidanza come nausea e stanchezza intensa tendono a ridursi, mentre il rischio di parto prematuro è ancora basso. Arrivate a 5 mesi di gravidanza si può prendere l’aereo? Nella maggior parte dei casi si può. Il quinto mese rientra pienamente nel secondo trimestre ed è considerato uno dei momenti più sicuri per affrontare un viaggio aereo, purché non vi siano controindicazioni mediche specifiche. Il primo trimestre, invece, è la fase più delicata per lo sviluppo dell’embrione e anche quella in cui il rischio di aborto spontaneo è più elevato, sebbene il volo in sé non sia considerato una causa diretta. Nel terzo trimestre volare diventa progressivamente più scomodo e, oltre una certa settimana, anche limitato dalle compagnie aeree le quali spesso richiedono certificazioni mediche o vietano l’imbarco.
Generalmente alcune settimane possono essere più “critiche” di altre, in particolar modo nel periodo che va dalla 4ª alla 12ª, quando avviene l’organogenesi, cioè la formazione degli organi principali del feto. È anche il periodo in cui si verificano più frequentemente aborti spontanei, spesso indipendenti da fattori esterni. Altrettanto delicata è l’ultima parte della gravidanza, oltre la 34ª-36ª settimana.
Ci sono situazioni specifiche in cui volare in stato interessante è fortemente sconsigliato o addirittura vietato dal medico. In questi casi, il rischio è legato alle condizioni di salute della futura mamma o alla tipologia di gravidanza. Tra le principali condizioni per cui non è consigliabile prendere l’aereo rientrano:
È importante tenere in conto anche la durata del volo. I voli intercontinentali comportano lunghi periodi seduti, aumento del rischio di trombosi venosa profonda e maggiore affaticamento. Per questo motivo, anche in assenza di patologie, è sempre bene valutare attentamente se volare in gravidanza sia davvero necessario.
Esistono anche regole pratiche e accorgimenti utili per affrontare serenamente un viaggio aereo. Prima di tutto è importante verificare le policy della compagnia aerea. Alcune richiedono un certificato medico dopo una certa settimana di gestazione. Dal punto di vista pratico, è consigliabile seguire alcune semplici precauzioni:
Anche l’organizzazione del viaggio a terra fa la differenza. Evitare stress, lunghe camminate con bagagli pesanti e tempi di attesa eccessivi è fondamentale. In questo senso, servizi come quelli offerti da Park to Fly permettono di semplificare gli spostamenti, grazie a parcheggi comodi, navetta inclusa e gestione rapida dell’arrivo in aeroporto.

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