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L’allarme antincendio e i sistemi di sicurezza negli aeroporti

Quando entri al terminal per partire, di solito vedi code, gate e monitor ma dietro le quinte c’è un ecosistema enorme che compone i sistemi di sicurezza degli aeroporti. La loro gestione risponde a normative nazionali e internazionali, motivo per cui quando succede qualcosa le procedure scattano in pochi secondi e l’operatività viene ripristinata rapidamente. Grazie a tecnologie avanzate, test costanti e regole chiare si riducono considerevolmente i rischi per chi viaggia. Nonostante ciò, qualche inconveniente avvenuto negli ultimi tempi in alcuni aeroporti nazionali ha allarmato i viaggiatori sull’efficacia del funzionamento di tali sistemi. Di seguito analizzeremo nel dettaglio la questione.

Indice

Gli aeroporti sono sicuri?

Sì, sono tra gli ambienti più controllati che esistano, con standard ICAO/EASA e verifiche continue. Lo dimostrano la resilienza operativa e i ripristini rapidi nei casi che citeremo di seguito. Questa è la prima domanda alla quale vogliamo rispondere col nostro approfondimento, per rassicurare tante persone che hanno paura di volare.

Gli incidenti nei nostri aeroporti, alcuni esempi

Anche con sistemi di sicurezza evoluti, possono capitare guasti o attivazioni accidentali. Alcuni episodi che citeremo quali esempi mostrano che i falsi allarmi non si eliminano al 100% ma le procedure ben rodate riducono i disagi. L’11 agosto del 2024 al Terminal 3 dell’aeroporto di Roma Fiumicino c’è stato un guasto al sistema antincendio che ha provocato un allagamento nella zona di partenze e check-in. Il problema, generato da un danno alla conduttura, è stato risolto in circa due ore, grazie all’immediato intervento dei tecnici. Il 17 giugno 2025 invece si è verificato un principio d’incendio su una porzione esterna della copertura del Terminal 1. L’area imbarchi è stata parzialmente evacuata, le fiamme sono state spente in pochi minuti e non vi è stato nessun impatto sui voli. Sempre presso lo stesso aeroporto, al Terminal 3, l’8 agosto 2025 è scattato il piano antincendio per una densa colonna di fumo generata da una pizza bruciata in un locale. Roma e l’Italia non hanno certamente l’esclusiva per questo genere di episodi. Il 19 giugno 2025 all’aeroporto Peretola di Firenze, un bimbo ha fatto scattare l’allarme antincendio ed è partita l’evacuazione. Una volta appurato che si trattava di un falso allarme, tutto è rientrato nella normalità e i voli non hanno subito conseguenze. Ad Amsterdam Schiphol, il 22 giugno 2024 si è verificato un falso allarme antincendio al Pier D, con evacuazione di centinaia di persone e ritardi contenuti.

Quali sono le principali attività di sicurezza aeroportuale?

Le principali attività di sicurezza aeroportuale comprendono:

  • screening passeggeri/bagagli (raggi X, EDS/ETD, body scanner);
  • controllo accessi per aree “airside” e “landside” e identificazione del personale;
  • sorveglianza fisica e video in aree critiche;
  • pattuglie e sale operative con monitoraggio H24;
  • piani ed esercitazioni di emergenza (incendi, evacuazioni, security);
  • ispezioni e audit su fornitori, handling e operatori terzi;
  • procedure condivise con forze dell’ordine e vigili del fuoco aeroportuali.

Chi si occupa della sicurezza negli aeroporti?

Si tratta di un lavoro corale che coinvolge:

  • l’ENAC (norme e vigilanza),
  • il gestore aeroportuale (attuazione e coordinamento H24),
  • la Polizia di Frontiera e le forze dell’ordine (security e ordine pubblico),
  • i Vigili del Fuoco/RFF (soccorso tecnico e antincendio),
  • le società di handling e security provider (operatività).

Il quadro regolatorio da rispettare negli scali è severo e multilivello. A livello UE il Regolamento (CE) 300/2008 impone a ogni Stato membro un Programma nazionale di sicurezza (PNS) e la designazione di un’autorità unica di coordinamento. In Italia il riferimento è il suddetto ENAC, che definisce e aggiorna il Programma nazionale per la sicurezza dell’aviazione civile e i relativi programmi attuativi per aeroporti e operatori.

Che cos’è il programma di sicurezza aeroportuale?

È il documento del singolo scalo (gestore) che traduce le regole nazionali ed europee nella realtà operativa dell’aeroporto (layout, flussi, tecnologie, personale).

Che cos’è il PNS?

È il Programma nazionale per la sicurezza dell’aviazione civile emanato da ENAC in applicazione del Reg. (CE) 300/2008. Questo definisce ruoli, misure minime e controlli. Dal PNS discendono i programmi di aeroporti, compagnie e operatori.

Sistema antincendio in aeroporto

L’antincendio negli scali è progettato per “vedere” il pericolo prima che diventi un problema. Nelle aree a soffitti alti (atri, hall check-in) sono diffusi i sistemi ASD (aspirating smoke detection) che analizzano l’aria con sensori laser ad altissima sensibilità. Questi si combinano a:

  • rivelatori ottici/termici puntuali,
  • beam per grandi volumi,
  • UV/IR nelle aree carburante,
  • pulsanti manuali.

Cosa rileva l’allarme antincendio?

Fumo (ottico/laser/ASD), calore (termovelocimetrico), fiamma (UV/IR) in aree speciali, oltre ai pulsanti manuali. È una rete di sensori che riduce i falsi positivi incrociando i segnali prima di allertare. La logica di allarme usa spesso doppie convalide (cross-zoning) per ridurre i falsi positivi. Alla rivelazione, la centrale attiva PA/VA (pubblic address/voice alarm certificati EN 54-16) con messaggi guidati, instrada lo staff e comanda gli impianti di spegnimento ovvero:

  • sprinkler a diluvio o pre-azione,
  • water mist,
  • clean agent (es. FK-5-1-12) per locali elettrici,
  • schiuma/foam in hangar e aree a rischio carburante.

Il tutto si integra con la Rescue and Firefighting Service (RFF) che ogni aeroporto deve garantire per categoria ICAO/EASA, con tempi di risposta normati e procedure di intervento e evacuazione addestrate.

Cosa succede se attivo l’allarme antincendio?

Parte un protocollo di emergenza con annunci vocali, eventuale evacuazione dell’area e verifica tecnica. Se l’attivazione è dolosa o negligente, sono possibili sanzioni.

I sistemi di evacuazione del fumo

Un altro tassello fondamentale dei sistemi di sicurezza negli aeroporti riguarda la progettazione dei sistemi di evacuazione del fumo e del calore. Quando scatta un incendio, non è solo la fiamma a rappresentare un pericolo ma anche il fumo che riduce la visibilità e rende irrespirabile l’aria. Negli aeroporti, caratterizzati da geometrie complesse, flussi continui di passeggeri e grandi spazi aperti, gestire questa variabile è una vera sfida. I professionisti antincendio ricorrono a diverse tecniche come l’evacuazione naturale, quella forzata tramite ventilatori o la pressurizzazione di alcune aree per impedire l’ingresso del fumo. L’obiettivo è guadagnare minuti preziosi per consentire l’esodo ordinato delle persone e mantenere condizioni accettabili di visibilità e respirabilità. Inoltre, gli impianti di controllo del fumo devono integrarsi con i sistemi di evacuazione delle persone e con la disposizione degli impianti già presenti in copertura o in facciata, spesso difficili da modificare. La normativa antincendio richiede che questi impianti siano progettati con una probabilità di guasto praticamente trascurabile. Ciò si traduce in ridondanza dei componenti più sensibili e soluzioni tecniche che garantiscano la massima affidabilità anche in caso di scenari critici.

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